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Zulian: l'obiettivo è la vetta

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"Sarà un'esperienza unica". Poche parole ma cariche di emozione quelle con cui Davide Zulian, alpinista e membro della spedizione Share Everest 2008, descrive l'attesa della partenza alla grande impresa. In Himalaya c'è già stato, ma la cima di un ottomila non l'ha mai raggiunta. Questa volta però, darà il tutto per tutto per arrivare in vetta.

 

Quale sarà il suo ruolo nella spedizione?
"Io sono un alpinista, quindi come gli altri salirò in cima all'Everest".
            
E' già stato su un ottomila?
"In cima non sono mai arrivato, però intorno all'Everest sono stato più di una volta. Questa volta vorrei arrivare in vetta".
                 
Quali sono le maggiori difficoltà che potreste incontrare nella scalata?
"Principalmente il tempo, che su queste montagne è sempre un'incognita, molto variabile. Il vento o altre complicazioni potrebbero sorgere al momento. Quindi diciamo che l'obiettivo è sempre la vetta, poi questo non sempre è possibile per una serie di cose che potrebbero andare storte".
                  
Su quali montagne è stato in Himalaya?
"L'anno scorso ho partecipato alla spedizione sull'Ama Dablam, una vetta nepalese di 6856 metri nella valle del Khumbu. Ma anche quella volta non siamo riusciti a raggiungere la cima, anche perchè era caduto un seracco famoso dove si poteva mettere Campo 3, e in mancanza di quello c'era da fare una tirata unica da Campo 2 fino alla vetta e le condizioni atmosferiche non ce l'hanno consentito. Come dicevo sono montagne particolari, in cui conta molto il fattore atmosferico: se ti costringe ad aspettare o a tranche troppo lunghe, si può arrivare a un certo punto a non essere più in grado di compiere lo sforzo".
                
Come si sta preparando alla spedizione?
"Mi sto preparando con un allenamento specifico per quel che riguarda il discorso cardiocircolatorio. Vado molto in palestra e su diverse montagne delle Alpi. Certo non posso simulare l'altezza, che è unica in tutto il complesso himalayano. Quella è una cosa che si vedrà sul posto. Oltre i 5mila metri la condizione del corpo umano cambia di giorno in giorno, per cui non possiamo mai sapere precisamente cosa succederà".
                
Come ci si sente ad andare in spedizione con alpinisti come Silvio Mondinelli e Agostino Da Polenza?
"Sicuramente è un'esperienza unica. Ci si sente spalleggiati dalla presenza di queste persone, è sicuramente rassicurante. Abbiamo a che fare con persone che conoscono molto bene la catena himalayana e quindi c'è un fattore di sicurezza in più che aiuta a livello psicologico".
 

              

         Valentina d'Angella