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Marco Confortola: è dura ma non molliamo

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LOBUCHE, Nepal -- "La montagna è a rischio di scariche di sassi. Ed è dura proseguire con le spedizioni in questo clima di divieti. Non so se il resto del mondo se ne sia accorto, ma è una situazione molto grave. Si cerca di sottomettere l'Everest. Ma l'Everest non si sottomette, è lei a decidere se si sale in cima o no". Ecco il racconto di Marco Confortola sulla condizione attuale dell'Everest.
 

Confortola, torni sull'Everest dopo due anni di assenza. Come hai trovato la montagna?
L'Icefall è cambiato. Non dico che è più difficile, ma forse un più 'movimentato'. Per il resto abbiamo trovato un campo base piuttosto affollato e naturalmente la questione del divieto di salite di questi giorni è un'assoluta novità di quest'anno.
   
Quali sono i maggiori pericoli della salita?
Due anni fa c'era molta più neve, oggi non ce n'è tanta. Il che significa che è il terreno è più duro, è tutto roccia e ghiaccio. Bisognerà stare attenti alle cadute dei sassi. 
             
Come procede la vostra spedizione?
La situazione non è proprio delle migliori. Abbiamo il problema di dover fare le verifiche sulla stazione che poi monteremo a Colle Sud ma i militari, per quanto siano gentili con noi, ci impediscono di farle a campo base. Per quanto riguarda la fase alpinistica siamo arrivati fino a campo 2 dove ci siamo fermati anche a dormire. Oltre, per ora, non si può andare, il che non ci permette di fare tutte le prove del caso. E' dura, ma noi non molliamo.

Fisicamente come ti senti?
Mi fanno male i piedi. Ho fatto cambio di scarpe con Gnaro perchè aveva mal di piedi e adesso siamo in due con i dolori... a parte gli scherzi, per il resto bene. L'acclimatamento è a buon punto.
   
In Nepal molti Sherpa sono convinti che alla divinità dell'Everest non piaccia questa "militarizzazione" ...Cosa ne pensi?
Io con l'Everest ho un rapporto speciale. Quando l'ho scalato per la prima volta ho parlato con la montagna, che è la "dea madre", e abbiamo fatto un patto: lei mi lasciava salire in vetta e io mi tatuavo una preghiera tibetana in suo onore. Questo per dire che per me l'Everest è un posto speciale.
            
Che opinione hai delle restrizioni imposte sulla salita?
Credo che quello che sta accadendo sia qualcosa di grave. E' una prepotenza. Non so se il resto del mondo se ne sia accorto. Si vuole "sottomettere" l'Everest. Ma l'Everest non si sottomette, è lei a decidere se si sale in cima o no.
              

                            

               Valentina d'Angella